| TERAPIA ANALITICA |
Quando
si usa il termine terapia junghiana ci si riferisce ad un approccio
terapeutico che si fonda sui principi della psicologia analitica,
la quale trae le sue origini dal pensiero e dalle opere di Carl
Gustav Jung (foto). Questi elaborò una sua teoria dell'energia
psichica sostenendo diversamente da Freud, dal quale si era
distaccato dopo esserne stato allievo e collaboratore, che la
libido non fosse soltanto una pulsione sessuale pura ma una
vera e propria energia psichica generale che si esprime nell'uomo
sotto forma di tendenze e desideri. La libido è energia psichica
contenuta nell’inconscio e rappresenta per Jung lo slancio vitale
che spinge ogni uomo verso il processo di individuazione,
cioè verso lo sviluppo della coscienza di sé. L'individuazione
costituisce per Jung il naturale fine dell'esistenza umana e
idealmente, nel corso di questo processo, l'uomo dovrebbe giungere
alla scoperta e alla realizzazione dei propri bisogni individuali
più profondi. Il fine della psicoterapia consiste nel promuovere
e "guidare" il Processo di Individuazione del paziente: riflettendo
insieme sulla dimensione interiore degli accadimenti dell'esistenza
il paziente e il terapeuta danno vita ad un procedimento dialettico.
Il colloquio prende in considerazione i diversi e molteplici
contenuti della vita della persona passando dalla biografia
del paziente all'analisi dei suoi vissuti e dei sentimenti ad
essi collegati fino all'interpretazione dei sogni.
Questa terapia si suddivide in vari stadi: la confessione,
in cui il paziente esprime liberamente pensieri, desideri, paure;
l’interpretazione, in cui si cerca di
capire quanto hanno influito le esperienze precedenti; la
trasformazione, in cui si portano alla coscienza quelle
parti della personalità rimaste in ombra.
L’obiettivo è quello di offrire alla persona gli strumenti per
affrontare sofferenze e paure. Non effettua, però, solo, una
ricostruzione della storia passata del paziente, ma lavora anche
sul senso dei disturbi dato che per l’analisi junghiana ogni
sintomo ha lo scopo preciso di costringerci a riflettere su
qualcosa che avevamo trascurato: il malessere non è qualcosa
da distruggere, ma la “luce” che indica la strada da seguire
per stare meglio. Quanto dura la terapia?
Dai 4 ai 6 anni.
Con quale frequenza sono gli incontri?
Due sedute alla settimana. Per
quali disturbi è indicata?
La psicoterapia Junghiana, come sosteneva lo stesso autore,
è indicata prevalentemente per quei pazienti, in crisi per motivi
morali, filosofici o religiosi, che sono alla ricerca del senso
della propria vita.
È possibile una terapia di gruppo?
Sì. |
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che usano la Terapia Analitica |
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